A.U.D. -ANOTHER UGLY DISCOVERY: GALLERY GIRLS

gallery girls, altrimenti conosciuto come : un perfetto modo di far  diventare l’arte scema e desiderabile per le ragazzine ignoranti di tutto il mondo.

allora, io sono curiosa, e per questo motivo le serie tv le guardo praticamente tutte, specialmente i docu-reality americani. non so, mi fanno ridere. ad esempio ero ipnotizzata da the city, the rachel zoe project e cagate varie di questo genere. che ci volete fare, le guardavo oh.

ma questo è troppo. seriamente troppo.

già ora tutto il mondo vuole lavorare nel mondo della moda per colpa di un film e qualche serie televisiva, ma ora pure l’arte? NO VI PREGO NO. FERMIAMO QUESTO SCEMPIO!

Vi descrivo brevemente  il telefilm.

ambientato ovviamente a NewYork abbiamo diverse ragazze intorno alle quali gira ”la storia” (dechè ancora non si sa, bah!)

-la ricca e scema figlia di papà. brutta, grassottella e con l’atteggiamento di una vera stronza. esempio del fatto che i soldi non possono comprare la felicità questa qui ha anche un serio problema con l’alcool.

-l’altra figlia di papà un po’ meno scema di quella di prima. sempre stronza è ma perlomeno questa è un attimino un po’ più ”intelligente”. fa la stagista in una sconosciuta galleria d’arte di new york e si rifiuta di fare qualsiasi lavoro pesante. porella, capitela.

-terza figlia di papà che -testuali parole- non si deve preoccupare di lavorare in modo retribuito perché c’è un fondo fiduciario che la sovvenziona. ma vai anche a cagare.

brutta come un criceto investito, si veste male e ha un amico cretino che più cretino non si può.

e dopo le classiche bionde appartenenti all’upper east side abbiamo un altro cliché: le alternative di brooklyn che scelgono di aprire una ”galleria d’arte” (un negozio con un 4 vestiti e 6 quadri appesi alle pareti. brutti pure.)

queste sono tre:

– una che non capisce un benemerito cavolo di business, che chiama ”investitori” i genitori che le hanno prestato 50000 dollari per aprire il negozio.

– una finta hipster che deve fare l’alternativa a tutti i costi e che -aritestuali parole- si taglia i capelli corti per differenziarsi dalle altre due che ce li avevano lunghi e marroni. matteprego.

– la terza manco mi ricordo come si chiama. questo vi dice tutto.

aaaaaaaah mi sono dimenticata l’asiatica. questa qui fa la modella. si diverte a posare nuda, a vestirsi ”slutty” e dice di essere ossessionata dagli uomini. darling, non è un buon segno.

questa serie si chiama GALLERY GIRLS, chiamata così a quanto pare perché le citate donzelle amano l’arte e vogliono lavorare nelle gallerie d’arte. se chiedi a una di loro perché di tale decisione loro rispondono << tutta new york vuole lavorare nel mondo dell’arte >>

AH BHE, ALLORA SI.

”che dio ce ne scampi e liberi” direbbe un mio amico.

non potrebbe avere più ragione.

ENGLISH:

gallery girls, otherwise known as: a perfect way to make art stupid and desirable for all the ignorant young girls around the world.
So, I’m curious, and for this reason i watch pretty much all the american TV series especially the docu-reality. I do not know, they make me laugh. for example, I was mesmerized by the city, the rachel zoe project and various crap like that.

but this is too much.  seriously.
in these days already all the world wants to work in the fashion field because of a movie and some TV series, but now also the art world? NO PLEASE NO. Let’s stop this massacre!
I’ll briefly describe the show.
obviously set in New York, we have several girls around which the story evolves (haven’t understood the story yet, bah!)
-The rich and stupid daddy’s girl. ugly, dumpy and with the attitude of a real bitch. example that money cannot buy happiness and this one also has a serious problem with alcohol.
– the other daddy’s girl is a little less stupid than the previous one. but at least this bitch is is a bit ‘more ” smart”. she  intern in an unknown art gallery in new york and refuses to do any heavy lifting. poor girl, understand her.
-Third daddy’s girl-and i quote- do not has to worry about working unpaid because there is a trust fund that finance her. go to hell, please.
she’s ugly like an invested hamster, ugly dressed and has a real idiot as a friend.
and after the classic blondes belonging to the Upper East Side we have another cliche: the alternative brooklyn girls who choose to open an art gallery (a shop with a 4 clothes and 6 pictures on the walls.ugly ones. )
these are three:
– One that does not understand a damn about business, she calls” investors”  her parents who have paid $ 50,000 to open the store.
– A fake hipster  who has to do the alternative at all costs and that- and i quote, again-has to cut the hair short to differentiate them from the other two girls which have long and brown hair. oh god.
– The third  i do not even remember how she’s called. This tells you all.
aaaaaaaah I forgot the Asian.she is a model. she likes to pose naked, to dress slutty”” and she says she is obsessed with men. darling, it’s not a good sign.
This series is called GIRLS GALLERY, named liked that apparently because the aforementioned ladies loves art and want to work in art galleries. if you ask one of them because of that decision they answer  << all new york want to work in the art world >>
OH WELL, NOW I GET IT.
a friend of mine was used to say : ” god please get rid of them and help us”
he could not be more right.

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One response to “A.U.D. -ANOTHER UGLY DISCOVERY: GALLERY GIRLS”

  1. Paolo says :

    amo i tuoi post !!!
    ..praticamente una serie da vedere assolutamente…:)

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